LandVac conferma la possibilità di realizzare prodotti compositi che abbinano vetri storici o da restauro a unità di vetro sottovuoto.
La fattibilità viene verificata attraverso campioni, specifiche tecniche e una produzione di prova, per valutare compatibilità e prestazioni. Questa soluzione apre una prospettiva interessante per il progetto: affiancare la funzione isolante del VIG alla qualità visiva della lastra da restauro.
Il vetro diventa parte del progetto di conservazione
La scelta della vetrazione può contribuire a mantenere il linguaggio architettonico della facciata: il modo in cui riflette il cielo, restituisce la luce e dialoga con i materiali originali. Un vetro da restauro opportunamente selezionato può riproporre l’aspetto delle vetrazioni tradizionali.
L’eventuale impiego di una lastra originale richiede invece una valutazione specifica della sua idoneità e degli obiettivi di conservazione.
Ogni composizione richiede una verifica
La laminazione aggiunge spessore e peso all’unità VIG: questi aspetti devono essere considerati insieme alla sede di alloggiamento, alla ferramenta e allo stato del serramento. Anche trasparenza, riflessi, resa cromatica e prestazioni della composizione finale devono essere valutati sul prodotto effettivamente previsto.
Una campionatura permette al progettista di verificare il risultato estetico prima della scelta definitiva. Negli edifici tutelati, la soluzione va inoltre condivisa con i professionisti e gli enti competenti.
Con VacVitrum, Infinity Motion propone il vetro sottovuoto come opportunità per sviluppare interventi in cui efficienza energetica e conservazione delle caratteristiche architettoniche possano procedere insieme.
Innovare può significare dare nuove prestazioni a un’estetica che merita di durare.